Atlete/i Dual Career 20/21

Le studentesse e gli studenti ammessi al programma per l’anno accademico 2020/2021

Alberto Zamariola

Alberto Zamariola, Canottaggio.

“Remare è sicuramente impegnativo e dispendioso ma mi ha insegnato molto. Ho scelto il Politecnico di Torino perché propone validi percorsi di studi e perché permette di ottenere una formazione completa e vasta. Visitai il Poli e, rimanendo affascinato dalle esperienze degli amici, ho deciso di iscrivermi! La sfida è sempre stata riuscire a conciliare l’università e lo sport.”

Elisabetta Tosini

Elisabetta Tosini, Volley

"Ho iniziato a giocare all'età di 6 anni grazie a mia madre, anche lei pallavolista. Da quel momento è nata una passione e non sono più riuscita a farne a meno. La pallavolo mi ha regalato emozioni molto forti e uniche. Ho vissuto molte esperienze che in qualche modo hanno contribuito nella mia crescita sia come atleta che come persona. Sono una ragazza con i piedi per terra, ma sono sempre stata molto determinata sia nello sport che in ambito scolastico. Ho scelto il Politecnico di Torino perché, avendo interesse per le materie scientifiche, rappresentava la scelta più stimolante. Inoltre mi affascinava l'idea di far parte di una realtà così grande e prestigiosa." 

  Cecilia Varengo

Cecilia Varengo, Scherma.

“Una volta scelto di intraprendere gli studi in Ingegneria per me è stato poi automatico iscrivermi al Politecnico di Torino, tanto perché è nella mia città di residenza, quanto per il suo prestigio nazionale ed internazionale. Lo sport è sempre stato parte di me sin da piccola: sci, nuoto, gite in montagna, bici e quant’altro. Durante le elementari ho iniziato a praticare discipline specifiche (judo, nuoto, pattinaggio su ghiaccio, scherma). La scherma è stato a tutti gli effetti un incontro casuale. L’ho conosciuta 14 anni fa durante una lezione di prova alle elementari e ho deciso di proseguire solo con quella.”

Giacomo Paolini

Giacomo Paolini, Scherma.

“La scherma è uno sport che ha accompagnato tutta la mia vita: lo pratico infatti da quando frequentavo la terza elementare ed avevo quindi solo 8 anni, più precisamente faccio spada. Col passare del tempo è cresciuto sempre di più l'impegno necessario per confermare i livelli di eccellenza. La scherma mi ha comunque aiutato a migliorare alcuni aspetti della mia vita. Ho sempre reputato molto importante non solo la scherma ma anche lo studio, e ho scelto Torino non solo per la mia attività sportiva (inseguivo il sogno di entrare in un gruppo sportivo, per rendere la mia passione sportiva un vero e proprio lavoro), ma anche per poter frequentare il Politecnico. Ho scelto il Politecnico perché è una eccellenza italiana, ed essendo orientato sugli studi in ambito ingegneristico la scelta non è stata difficile.”

Giulio Girelli

Giulio Girelli, Calcio.

“Gioco a calcio da più di 10 anni e questa mia passione è nata abbastanza casualmente nel cortile della mia scuola elementare. Negli ultimi sette anni ho giocato nei settori giovanili di Juventus, Eintracht Frankfurt e Torino. La mia ambizione più grande è quella di diventare un calciatore professionista. Oltre a ciò, ambisco a portare avanti i miei studi e a laurearmi in Ingegneria. Ho deciso di studiare al Politecnico perché era la scelta più stimolante e più pratica per i miei obiettivi."

Lorenzo Buzzi

Lorenzo Buzzi, Scherma.

“Ho scelto Torino come città universitaria perché pensavo mi avrebbe permesso di frequentare un ateneo prestigioso e, al tempo stesso, di continuare la mia carriera sportiva. Ho iniziato a tirare di scherma da bambino grazie a mio padre e le mie sorelle, che già praticavano questo sport, ed è stata la mia passione fin da allora. Per quanto le mie aspettative siano state in parte deluse dal punto di vista universitario, ho quasi concluso il mio percorso al Politecnico e continuo con entusiasmo a praticare sport.”

Noemi Romani

Noemi Romani, Beach Tennis.

“Ho iniziato a praticare il beach tennis all’età di 16 anni. Il beach tennis è un gioco di coppia, (io gioco con mia sorella gemella Michela) anche se i tornei principali prevedono anche il format del doppio misto, e torneo singolare. La scelta del Politecnico per il conseguimento della laurea magistrale deriva in primis dalla volontà di seguire un corso interamente in lingua inglese, e sicuramente dalle realtà che questo ateneo, come studente di ingegneria, permette di sperimentare.”

Riccardo Nicola

Riccardo Nicola, Decathlon.

“Ho scelto il Politecnico di Torino per il mio interesse verso le materie scientifiche e per avere un approccio a 360 gradi in molti ambiti. Proprio questa multidisciplinarietà l’ho perseguita anche nello sport che pratico, ovvero il decatlon, in quanto bisogna essere atleti completi per poter saltare, lanciare e correre trovando il miglior compromesso possibile in base alle proprie caratteristiche fisiche.  Ritengo lo sport un ottimo veicolo di salute e valori sani.”

Silvia Crosio

Silvia Crosio, Canottaggio.

"Mi sono avvicinata al canottaggio all’età di nove anni dato che la mia famiglia praticava questo sport, appassionandomi subito a questa attività all’aria aperta. A 14 anni ho iniziato ad allenarmi a livello agonistico continuando anche dopo essermi iscritta al Politecnico nel 2018. Ho scelto il Politecnico di Torino, in quanto mi avrebbe fornito una ottima preparazione per il mio futuro, permettendomi anche di continuare a remare nella mia società sportiva"

Aurora Casagrande Montesi

Aurora Casagrande Montesi, Atletica Leggera. 

Praticavo pattinaggio artistico su ghiaccio prima di innamorarmi dell’adrenalina dell’atletica leggera. Ho iniziato 11 anni fa e ad oggi ho vestito diverse maglie azzurre e un titolo italiano under23 sui 400 metri, mia specialità. Lo sport ha forgiato il mio carattere, la mia determinazione e la mia precisione sul fare bene ciò che scelgo io di fare, come l’università. Ho scelto architettura con lo scopo di prendere una laurea triennale e proseguire con studi di interior design. È un corso estremamente impegnativo e difficile da conciliare con quello che faccio, ma non mi sono mai fatta fermare dalla paura di faticare; alla fine di tanti sacrifici non possono che uscire tante soddisfazioni.